Empiristi, scettici e ottimisti VS Faciloni, creduloni e pessimisti
Durante una delle nostre innumerevoli discussioni sui mercati e sull’approccio corretto è emersa la figura del “facilone, credulone e pessimista” vs quella dell’ “empirista, scettico e ottimista”.
Cercheremo nelle prossime righe di chiarire cosa intendiamo:
I nostri clienti che ormai sanno che utilizziamo le serie storiche dei prezzi ci chiedono quali strumenti di analisi tecnica utilizziamo e perché non scegliamo anche indicatori di analisi fondamentale.
In realtà non usiamo né la classica analisi tecnica e (per ora) nessun indicatore di analisi fondamentale. Per tranquillizzare tutti, comunque non consultiamo neanche l’ astrologia o altre forme esoteriche/cabalistiche tipo onde, numeri, testa e spalle, triangoli, gambe, occhi, nasi ecc…
Ci avvaliamo piuttosto degli strumenti messi a disposizione dalla statistica. Questi ci permettono di creare dei modelli probabilistici che ci danno la possibilità di affrontare l’ incertezza dei mercati finanziari. Sottolineiamo PROBABILISTICI!!
Riteniamo che il nostro punto di forza sia il metodo scientifico che utilizziamo in tutte le nostre ricerche. Ci sentiamo degli empiristi scettici e ottimisti. Quando ci troviamo di fronte a una nuova evidenza empirica la consideriamo comunque falsa sino a prova contraria: solo dopo aver superato un lungo processo di verifica viene presa in considerazione e resta comunque oggetto di continua verifica.
E’ per questo motivo che siamo così confidenti su ciò che facciamo: sottolineamo CONFIDENTI non CERTI! Infatti l’unica cosa di cui siamo certi è di non sapere…
All’opposto degli empiristi scettici e ottimisti troviamo i faciloni creduloni e pessimisti che sposano sempre l’ ultima tendenza in auge (ricordiamo sino a pochi mesi fa l’ acquisto di obbligazioni bancarie e, prima ancora, il fondo market neutral high bridge ecc…) per poi da bravi pessimisti, al primo movimento avverso, subito abbandonare per passare all’ ultima “moda”… sempre in ritardo…
Ci sono due saggi, in particolare, che rispecchiano la nostra visione:
Il cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita di Taleb Nassim N.
Evidence-based Technical Analisys di David Aronson
Pubblicato in Studi e Ricerche
Diversificare e gestire il rischio, perché?
Diversi clienti ci chiedono perché non puntiamo sui mercati che performano maggiormente rispetto ad altri e perché abbiamo un portafoglio molto diversificato e mai concentrato. La domanda è sicuramente lecita, ma purtroppo quali siano i mercati che performano di più lo sappiamo solo dopo…
Per cercare di dare maggiore chiarezza potremmo paragonare l‘universo investibile ai numeri di una roulette. Sicuramente uscirà un numero che quindi avrà “performato” più di altri, ma lo sapremo solo dopo, lo stesso accade con i mercati: alcuni saliranno più di altri, ma lo sapremo solo dopo…
Cosa possiamo fare?
Finanza Comportamentale e gestione del portafoglio
L’alternarsi di fasi euforiche e fasi depressive, che ha caratterizzato i mercati finanziari negli ultimi anni, ha attirato l’attenzione di molti studiosi. Questi hanno iniziato ad occuparsi di finanza comportamentale riproponendo un problema: il comportamento effettivamente assunto dagli investitori nell’effettuare le proprie scelte di investimento. Importante è il ruolo che tale approccio ha assunto nello spiegare l’andamento dei mercati finanziari degli ultimi anni, che non sembra rispettare il principio della teoria finanziaria classica: prezzo, uguale valore fondamentale del titolo.






